L’esito del referendum costituzionale è secco, inequivocabile e irreversibile.
Secco: i NO alla controriforma autoritaria che il governo Renzi si proponeva di far passare sono in netto vantaggio e il distacco rispetto al SÌ si profila con estrema nettezza: tutto questo, a differenza dei precedenti referendum confermativi del 2001 e del 2006, in un quadro di forte partecipazione popolare (siamo intorno al 70%).
Inequivocabile: in virtù della loro nettezza, questi risultati non si prestano né a letture deformanti né ad ‘escamotage’ interpretativi e smentiscono le divisioni territoriali tra Nord e Sud.
Irreversibile: la grande maggioranza del popolo italiano ha dato vita ad un plebiscito in favore dei valori fondanti della Costituzione: eguaglianza, giustizia sociale, solidarietà, universalità e indivisibilità dei diritti; irreversibile, perché segna un punto di non ritorno nel dibattito sulle riforme istituzionali del nostro paese, un punto di non ritorno che si riassume in questa chiarissima proposizione, la quale è descrittiva in rapporto all’esito del referendum, ma è prescrittiva in rapporto al futuro della nostra legge fondamentale: la Costituzione è pienamente valida e non abbisogna di modifiche.
È una vittoria, inoltre, che costituisce la pietra tombale del ciclo politico del renzismo. Ed è una vittoria che, in positivo, nasce dal grande e capillare lavoro di informazione, di sensibilizzazione e di denuncia, che hanno svolto i Comitati per il NO, mentre, in negativo, mette a nudo la ristrettezza della base sociale di quella banda di avventurieri politici che puntava a “cambiare” la Costituzione del 1948. È anche, a mio giudizio, una vittoria del patriottismo costituzionale che annuncia la rinascita dello Stato-nazione, di cui troppi, e troppo frettolosi, becchini hanno ritenuto in questi anni di celebrare i funerali. È, infine, un monito severo a chiunque abbia in animo di svendere, facendone oggetto di mercimonio e di transazione, questa bella prova di affetto del popolo italiano verso la Costituzione del 1948, la quale in tempi difficili continua a garantire fondamentali diritti politici e sociali e può rappresentare un baluardo prezioso nei confronti del dispotismo del capitale globale, nei confronti dell’invadenza della UE e nei confronti del predominio degli USA.
5 Novembre 2016
Circolo Culturale Proletario di Genova